giovedì 16 febbraio 2017

Flow Magazine



Flow Magazine è una rivista olandese e
ho conosciuto il suo mondo un paio d'anni fa grazie a quel meraviglioso meccanismo di condivisioni che viaggia veloce sul binario del web quando si tratta di cose belle.
Flow è una rivista che celebra la creatività in tutte le sue forme, la bellezza che si nasconde nell'imperfezione,  i piccoli piaceri della vita e tiene il fuoco fisso sull'amore e la cura per se stessi da cui necessariamente parte il benessere nostro e di chi ci vive accanto.
Ho iniziato a sentirne parlare su Instagram con entusiasmo da alcune amiche, Chiara, Anabella, Silvia, GiuliaSara e molte altre... la curiosità di poterla sfogliare si faceva sempre più grande. 


Introvabile in Italia
ho acquistato la mia prima copia in francese in un'edicola in Provenza durante le vacanze ed è stato subito amore.
Sfogliare le pagine di Flow un vero piacere:
la grammatura della carta leggermente ruvida e opaca, la grafica, la fotografia, la cura di ogni dettaglio mi avevano già immediatamente conquistata. 
All'interno delle piccole sorprese: alcune cartoline, un poster, parole da mettere in cornice.

This Instagram Quote is from Illustrator Katie Doucette, a.k.a. Katiecreatie from Saugatuck, Michigan, US


I contenuti che spaziano dall'arte alla psicologia, dall' handmade alla cucina sono tutti legati da un denominatore comune, la ricerca continua e costante del sentirsi connessi con se stessi, dell'importanza di vivere con consapevolezza, del ricordarsi di avere cura del proprio corpo e del proprio benessere interiore, concedersi il tempo per una coccola, del sapersi semplificare la vita anche dal punto di vista pratico. 
Molti articoli sono dedicati alla scoperta di meravigliosi illustratori, artisti, creativi nel mondo.
Non è facile rendere l'idea di quanto Flow sia una rivista unica e speciale, bisogna averla tra le mani.
Per averne un assaggio virtuale potete perdervi tra le pagine del suo sito web .


Yelena Bryksenkova, “Country Night” (2011)
 
La prima cosa che ho pensato è stata "quanto sarebbe bello poterla leggere in italiano" per una lettura più rilassata e profonda ( e non un esercizio di traduzione con tanto di dizionario alla mano!!!).

Quello che non sapevo era che questo pensiero sfiorava la mente di tante altre lettrici italiane...

Di origine olandese Flow ha già una sua edizione in francese, una in tedesco e una internazionale in inglese che all'estero si può facilmente acquistare in edicola.
Per noi l'unico modo per poterla leggere è acquistarla on line nello 

“Herbarium” (2013), Yelena Bryksenkova
Quando Anabella ha avuto l'idea di promuovere un hastag per unirci tutte insieme su Instagram un giorno alla settimana per far conoscere la nostra sincera ammirazione per Flow e per incitare la redazione a prendere seriamente in considerazione l'idea di un Flow Magazine in lingua italiana mi sono unita subito con entusiasmo.
#FLOWMAGAZINEDAY e #FLOWINITALIANO ci hanno riunite ogni venerdi per parecchi mesi, si sono create nuove amicizie ed entusiasmi, una vera e propria community creativa per sognare insieme e contribuire a far conoscere Flow in Italia. 
Più di un migliaio di foto sono state postate e l'interesse di alcune case editrici c'è effettivamente stato. Non so ancora se questo sogno si concretizzerà in una reale edizione italiana
ma noi continuiamo a sperarci davvero.



Inaspettata sorpresa e un grande onore per me è stata la pubblicazione della foto di un mio lavoro in fil di ferro sul sito web di Flow nella sezione "People We Want to Meet"


e sul numero 4 dell'edizione olandese di Flow, sul numero 14 di Flow France e sul 16 di Flow International.



La redazione di Flow parla anche della nostra unione creativa per far conoscere il più possibile
questa rivista alle lettrici italiane, ci supporta e guarda con fiducia.

Se ancora non conoscete Flow vi invito a fare una passeggiata virtuale


Per saperne un po' di più sul #flowmagazineday e#flowinitaliano
vi invito a leggere i post che ha scritto Anabella Veronesi sul suo blog



A presto!

lunedì 21 novembre 2016

Trecentosessantagradi, la maison della bellezza sostenibile

In questo lunedì di pioggia vi porto con me in provincia di Vicenza, a Schio, per farvi entrare in  un posto speciale,
Un salone dedicato alla bellezza dei capelli ma che da qualche anno ha intrapreso un percorso 
più ampio dedicandosi alla bellezza come un viaggio interiore che necessariamente deve partire dalla consapevolezza e dall'amore di sè e dell'ambiente.


                  
                  Piove a dirotto ma il profumo delle candele accese e l'accoglienza di Stefano,
                      direttore creativo della Maison e del suo staff mi fanno sentire a casa.
L'amore per i dettagli rende il salone un posto affascinante, ogni centimetro è amato 
e scaldato dagli oggetti che Stefano raccoglie personalmente creando poetiche messe in scena che mi piacciono tanto. Cerco di fotografare nella mia mente tutto quanto per portare a casa tutta l'ispirazione che regala questo luogo.










Mi innamoro di una vecchia credenza riempita di oggetti del cuore, fotografie, libri, vecchie tazze inglesi già pronte per offrirci un te bollente.
Penso tra me e me quanto sarebbe bello avere un posto così dalle mie parti, a quanto sia bello sentirsi a casa e a quanto bisogno abbiamo di dedicarci del tempo per sentirci più belle fuori ma anche dentro.
Le vibrazioni buone di questo ex edificio industriale ti entrano dentro e ti fanno sentire bene, ti confortano e ti energizzano.





 Il cuore della Maison, come di ogni casa è la cucina.
Due tavoli di legno consumato ci aspettano per iniziare a raccontare storie con un semplice fil di ferro. L'atmosfera è distesa e rilassata, le mani si muovono leggere e la colonna sonora de "Il favoloso mondo di Amelie" e il rumore della pioggia rendono tutto ancora più confortevole.











L'anima "green" si percepisce tutta quanta, dal recupero di vecchi arredi
al verde coltivato con amore fino ai prodotti scelti con cura.

La Maison è ambasciatrice di un "businnes sostenibile",
ovvero essere capaci, mentre si crea valore economico, di far fiorire le persone e gli ambienti 
con cui si entra in contatto.




Da qui l'dea di Stefano di aprire la sua Maison ad eventi e workshop
ed allargare a trecentosessanta gradi il concetto di bellezza.

"Vogliamo che il cliente respiri vita, si senta bene, trovi ispirazione, valorizzazione per se stesso e per un'esistenza migliore"










Perchè mai come in questo momento abbiamo  bisogno di credere che

"la bellezza salverà il mondo"
(F. Dostoevskjj)

Per entrare nel meraviglioso universo di
Trecentosessantagradi Maison
un click qui.






martedì 31 maggio 2016

violab


Ho conosciuto virtualmente Viola su Instagram poco tempo fa ed è stato amore a prima vista. 
Una ragazza giovanissima, nemmeno trent'anni.
 Delicata e decisa al tempo stesso, che viaggia da sola in terre lontane alla ricerca di mobili e pezzi unici che fanno battere il cuore e che importa via mare.


Vive a Covo, in provincia di Bergamo. 

Un grande portone di legno, ingresso della sua casa di famiglia che risale al settecento e che si apre su un fiabesco giardino talmente immenso da non riuscire ad intuire dove possa finire.

Sotto un vecchio platano 
tavoli e sedie che portano la patina del tempo che tanto mi piace.
Poesia allo stato puro.






Un luogo
 davvero incantevole, di grande fascino che lei apre a shooting fotografici, eventi e matrimoni.

Il 12 giugno ospiterà il primo festival della cultura di Covo, tra mostre pittoriche e fotografiche, concerti, artisti di strada e performance di danza verticale.
 




Una meraviglia il suo show-room,tra mobili colorati, ruggine 
tanto, tanto sentimento.





L'occhio non finisce mai di scoprire nuovi dettagli.












Per conoscere un po' di più Violab e il suo affascinante universo

un clik


dove potrete sbirciare anche 
il suo


Io  ho già trovato da lei il mobile dei miei sogni
per il mio studio...

non vedo l'ora di farvelo vedere!!!
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